.

. I . ..
. 393 (1914 .).

, .

:
A–AA+
.
(, ) (.  393, 1914 .)

. . 0,40 .

: , , . . . . M. T. / CICERO.

1848 . (AG, LXXII, 1) 300 , A. M. Migliarini , ,  80, ; J. Bernoulli J. G. Kryszler (Reise, I, p. 354), 1729 . (. D., p. XX) , ; ,  80. XIX . , XVI ,   III , .

. F. Poulsen , . (Jucker); , , . , , , . , , , . , , , , . , , , . H. Jucker 30 . . .

Bibl.: D. 543; Bernoulli, RIk, I, p. 141; ABr, 299300; Hekler, 144; Studniczka, Fest Wölfflin, pp. 149 e 151; tav. O, fig. 12; West, I, p. 61, tav. XIII, fig. 51; Zàdoks, AncPortr, tav. XIX a; Vessberg, Studien, pp. 235 e segg.; tav. LXXXI, 34; Mustilli, p. 107; Schweitzer, BKRep, p. 39; Buschor, HellB, pp. 53, 54, 61; NyCSculpt, p. 399, n. 571; Poulsen, MellGlypt, pp. 3739, fig. 49; Carducci, n. 20, fig. 10; Jucker, n. 21; Mansuelli, ScantUff, tav. XVI; Mansuelli, Aamod, 6, 1959, p. 137 nota.

Fot.: Alinari 1253; ABr cit.; Sopr. Gall. 15483, 15484.


La collezione degli Uffìzi possiede due repliche fra loro diverse di questo ritratto, del quale esiste un numero rilevante di altre repliche con varianti. Il nome di Corbulone è stato proposto da E. Q. Visconti (MonGab, p. 27, n. 6; MusPioClem, tav. LXI; IcR, p. 288, n. 3) in considerazione del fatto che lesemplare oggi al Louvre, proveniente da Gabi, fu trovato insieme con uniscrizione onoraria per Domizia Longina, moglie dellimperatore Domiziano. Un errore diffuso, come ha notato giustamente D. Mustilli, è stato di aver considerato tutti insieme i ritratti tipo Corbulone (cfr. anche Bernoulli, cit. infra e Marconi, BdA, XXIX, 19351936, p. 300) come quelli di un unico personaggio; questo fatto ha aggravato senza dubbio il problema dellidentificazione, che può non p.47 essere unitariamente proposto. Lesemplare capitolino (Jones, Cap, p. 327 Filosofi 48; Helbig, F, n. 826) era stato inizialmente battezzato Bruto minore. Il tipo è stato considerato unitariamente da Bernoulli, ma già D. aveva escluso che la testa di Firenze n. 543 potesse rappresentare Cicerone. Hekler ha ritenuto questo un ritratto dignoto contestando lattribuzione a Corbulone, e su questa linea si sono tenuti B. Schweitzer, F. Poulsen in due studi successivi, ed O. Vessberg. R. West ha ripreso lidentificazione con Cicerone, in maniera inspiegabile dato che come Cicerone accetta anche il tipo di cui al n. 33 di questo catalogo, che non è diverso soltanto stilisticamente. Allattribuzione a Corbulone è tornato invece, come si è detto, D. Mustilli. Il problema dellidentificazione è strettamente connesso con quello della cronologia, che non può scindersi dalla collezione delle repliche. Anche su questo punto la discussione è ancora lungi dallesser chiusa. Gli studi più recenti sulla ritrattistica repubblicana hanno quasi concordemente riferito il Corbulone al I secolo a. C. E. Buschor ha pensato ad opera megalogreca, possibilmente identica con le varianti imperiali del Corbulone (HellB, p. 54) e con il poeta del mosaico di Hadrumetum (la quale ultima ipotesi è piuttosto discutibile) e riferibile al 2520 a. C. fra una testa di Rodi a Londra e lAugusto di Prima Porta. Pressa poco coincidente è la datazione di B. Schweitzer al 3020 a. C. per una serie di repliche fra cui lesemplare capitolino e quello del Louvre, mentre la seconda serie, cui ha ascritto il ritratto di Firenze n. 80 e quello Ny Carlsberg 571, dallo stesso studioso è assegnata alletà augustea. In precedenza A. Hekler aveva datato nel periodo tardo repubblicano questo degli Uffizi e il busto di Napoli (Hekler, 146 b; la forma del busto è tarda e la testa presenta notevoli divergenze rispetto al tipo Uffizi-Ny Carlsberg 571); questo ultimo si ricollega allesemplare Torlonia (MusTorlonia, 135; Poulsen, PrIk, p. 20, figg. 4042) che F. Poulsen ha ritenuto in un primo tempo rappresentare un puro romano della buona società e ha datato ai tempi di Siila, dubitando però in un secondo momento (Poulsen, NyC, 571) dellautenticità. Invece lo stesso Hekler ha collocato fra Nerone e i Flavi il Corbulone da Gabi al Louvre, la replica capitolina e lignoto del Laterano (Giuliano, LateranoRitr, 16) che è molto affine. Su questa data ha concordato D. Mustilli per lesemplare del Museo Nuovo dei Conservatori, che è certamente la stessa persona. Fra le due serie esistono delle diversità notevoli: dal punto di vista stilistico il rendimento asciutto e severo della prima serie contrasta con quello assai più ricco della seconda; inoltre sono diversi alcuni salienti tratti fisionomici: nella seconda serie (tipo Capitolino- Louvre-Conservatori) la bocca è chiusa col labbro inferiore che sopravanza il superiore in unespressione quasi sdegnosa, il mento è più largo, gli zigomi sono meno sporgenti. Si riporta a parte il giudizio piuttosto incongruente di R. West, per cui il Cicerone tipo Uffizi-Ny Carlsberg risente ancora della tradizione della maschera funebre e segna il trapasso dal realismo repubblicano al ritratto cesariano; il ritratto è ancora una vera maschera funebre, dal cui vincolo però lartista si va staccando. Come tutto ciò si concili con lattribuzione a Cicerone non si riesce a capire. La data è stata anticipata dalla Zàdoks- Jitta al 5040 a. C. Lanalisi più puntuale è quella di O. Vessberg, che ritiene il tipo Uffizi-Ny Carlsberg 571 una delle grandi opere dellantica arte romana del ritratto. Dopo avere accennato alla fortuna che il ritratto stesso potè avere nel Rinascimento, servendo di base per la costruzione di pseudoantichi, esclude giustamente la derivazione dalla maschera funebre e riferisce il tipo al 5020 a. C. La tesi della derivazione dalla maschera cade daltra parte da sè solo che si consideri la intonazione patetica che discende dai ritratti dellellenismo di mezzo. Come nel Cicerone n. 33, ma in termini molto diversi, il Korbuloartige Kopf (Bernoulli) rappresenta un aspetto del collimare della tradizione romana p.48 del realismo analitico con quella ellenistica dellinterpretazione psicologica. E lopera si pone come uno dei più notevoli punti di riferimento dello sviluppo storico del ritratto di ambiente romano, con termini tali da autorizzare lipotesi (Buschor) di una mano mega- logreca. Ciò è del resto del tutto possibile, ma il greco, autore dellarchetipo, potè anche essere di altra provenienza, se lesperienza megalogreca si assommava nellesteriorità decorativa dei pasitelici. Potrebbe esser stato un artista rodio, almeno di educazione, ed a tal proposito è istruttivo il confronto con la testa rodia di Londra (Buschor, HellB, fig. 55). I caratteri del tipo Uffizi-Ny Carlsberg non possono portare a data gran che diversa; non molto lontano, ma piuttosto posteriore che anteriore dovrebbessere il tipo Napoli-Torlonia, che non ha del tipo Uffizi-Ny Carlsberg la forte creatività e la potente ricostruzione della personalità. Quanto al tipo Capitolino-Louvre-Conservatori neppur esso può spostarsi dalla cronologia più largamente accettata. Certo il personaggio dovette essere abbastanza noto, ma non è possibile che luna e laltra serie presentino il ritratto della stessa persona in edizioni ripetute. Il tipo Uffizi-Ny Calrsberg 571 è destinato pertanto a rimanere un ignoto romano ma anche la innegabile somiglianza fisionomica ha pure il suo peso e propone una soluzione duplice, che può essere avanzata specialmente dopo lo studio di B. Schweitzer sul problema di originale e copia del ritratto repubblicano. Lanalogia fisionomica potrebbe quindi imputarsi alla ripresa, a distanza di oltre un secolo, caso del resto non isolato, del ritratto di un antenato famoso; questo ritratto, anche se basato su di una documentazione iconografica diretta, potrebbe esser stato rielaborato dallo scultore delletà neroniana o protoflavia con una certa libertà che potrebbe esser andata un po oltre il semplice mutamento di stile. Oppure i due tipi rappresentano veramente due personaggi diversi, ma della stessa linea familiare, ed in questo caso il ritratto del membro più recente potrebbe esser stato morfologicamente influenzato da quello dellantenato, che proiettava allindietro nel tempo, nelletà repubblicana ancora venerata e rimpianta, il prestigio e la tradizione della famiglia. E non è affatto escluso che il ragionamento del Visconti sia giusto, in base alle risultanze di scavo, e che il tipo più recente rappresenti veramente Domizio Corbulone; in tal caso il ritratto potrebbessere il risultato della pietas della figlia Domizia, desiderosa di rivalutarne la memoria. Una recente ipotesi è stata avanzata con lattribuzione ad Orazio (Schmidt). Cfr. più sotto n. 80.


Bibl.: (generale): Visconti, MonGab, p. 27, n. 6; Visconti, MusPioClem, tav. LXI; Visconti, IcR, pp. 288, n. 3; Bernoulli, RIk, I, pp. 271 e segg.; ABr, 296297; Poulsen, PrIK, p. 20; Sieweking, Mjahrbk, XII, 1937, p. 180; Caskey, MFA, p. 199; n. 115; Marconi, BdA, XXIX, 1935, p. 297; Poulsen, ActaArch, XII, 1941, p. 3; Vessberg, Studien, pp. 236 e segg.; Poulsen, ActaArch., XIII, 1942, p. 196; Schweitzer, BKRep, p. 39; Buschor, HellB, pp. 43, 54; NyCSculpt, p. 399; Mustilli, p. 107; Schmidt, 103 BerlWPrgr.


:
2010 . : . . .
1961 . : Guido A. Mansuelli. Galleria degli Uffizi. Le sculture. Parte II. Istituto Poligrafico dello Stato. Roma, 1961. Pp. 4648, cat. no. 34, ill. 34 a, b.
- http://silikonmold.ru/.
: 393