Ganymede and the Eagle.

White marble. Roman copy of a Greek sculpture of 3rd century BCE.
Restored by Benvenuto Cellini.
Inv. No. 318 (1914).

Florence, Gallery of Uffizi

Description:
Italiano 111. GRUPPO DI GANIMEDE CON L’AQUILA (inv. n. 128).

Marmo bianco venato: alt. m. 1,41.

Il problema dei restauri è alquanto complicato, giacché Dütschke, in base all’Inventario Capranica-Valle, ritenne che solo la testa sia stata restaurata prima dell’acquisto e il resto più tardi; ma. l’Inventario Capranica dà una recensione inesatta dei restauri, mentre la descrizione corrisponde allo stato attuale; quindi si deve ritenere che tutti i restauri siano stati eseguiti quando il gruppo era ancora in proprietà Capranica, o prima. Sono sicuramente moderni: la testa di Ganimede col collo, la spalla sinistra e il braccio, insieme con la parte superiore dell’ala sinistra dell’uccello; il fatto che queste parti non sono lavorate in un sol pezzo è imputabile alla difficoltà di adattare le parti supplite in un gruppo di schema complesso e in cui veniva più facile montare i pezzi separatamente. Sono inoltre di restauro: l’avambraccio destro del Ganimede col gomito e l’attacco al fianco, i piedi con tutta la parte della base sotto e dietro la figura, il tronco d’albero collocato posteriormente (doppio foro ad ∞ nella faccia superiore del tronco); nell’aquila la testa col collo e parte dell’ala destra già indicata, orlo superiore dell’ala sinistra, che è per la maggior parte antica, per quanto riapplicata e rappezzata. La superficie è stata fortemente ripulita nel Ganimede, non nell’uccello.

Il gruppo proviene dalla collezione Capranica-Valle (più precisamente Valle-Bufalo) ed è indicato dettagliatamente nell’Inventario relativo (DocIned, IV, cit. infra); il documento più antico è tuttavia l’incisione del Cook, pubblicata dal Michaelis (cit. infra). Il gruppo rimase a Villa Medici (Mercurio Errante, Perrier) fino a che nel 1780 fu trasferito a Firenze (AG, III, 13 e IV, 71; Robert, cit. infra). In Galleria è sempre stato nel I Corridoio.

Il gruppo, guastato dai restauri eccessivi e disturbanti (per quanto non discosti da quelle che dovevano essere le linee originali), è di classificazione problematica, accanto all’analogo gruppo del Museo di Napoli (Ruesch G, fig. 39), che però non è del tutto identico: Ganimede è più curvo in avanti, l’aquila è di proporzioni più piccole. Il Ganimede, come già hanno segnalato Amelung e W. Klein è un derivato del Sauroktonos prassitelico; in entrambi i gruppi la mancanza delle teste impedisce di approfondire ulteriormente il rapporto. La qualità del modellato per il corpo del giovinetto è più conseguente e p.143 persuasiva nell’esemplare di Napoli, per il rendimento del piumaggio del rapace sembra migliore l’esemplare di Firenze; il gruppo è chiuso e quasi con una circolazione di sentimento fra i due protagonisti, l’essere umano e l’animale (Am.), posti su piede di parità. Sembra difficile potere giustificare una situazione simile nel sec. IV, dove si dovrebbe collocare l’invenzione del gruppo — o poco dopo — se si volesse dar valore alla sola dipendenza tipologica dal Sauroktonos. Si dovrebbe di conseguenza cercare un inquadramento in età ellenistica, anche per il contrapposto fra il nudo dell’adolescente e il corpo dell’animale che gli sta presso; l’unione fra una figura e un volatile nella Leda (v. N. 31) non dà luogo infatti ad un vero gruppo. Ma per giustificare, d’altra parte, la derivazione dal Sauroktonos nei termini in cui è posta nel Ganimede tipo Firenze-Napoli (il nuovo appoggio giustifica la ripresa del corpo inclinato, che il Sauroktonos presentava nel bronzo), si dovrebbe scendere al tardo ellenismo, all’epoca delle riprese classicistiche. Tuttavia si osserva che il Ganimede con l’Aquila tipo Firenze-Napoli non è il pasticcio di un copista, ma un’opera di cui non sfugge la fusione, un’opera sostanzialmente riuscita.

Bibliografia:

F. Perrier, Icones et segmenta, Romae, 1645, tav. 70;
P. Rossini, Mercurio Errante delle grandezze di Roma, tanto antiche che moderne, Roma, 1776, 10, 1776, p. 406;
[G. B. Zannoni] Reale Galleria di Firenze, Serie IV, Firenze, 1840, IV, tav. 102, p. 260;
Tableaux, Statues, Bas-reliefs etc. de la Galerie de Florence … dessinés par M. Wicar avec explanation de M. Mongez, Paris, 1782;
C. O. F. de Clarac, Musée de sculpture, Paris, 1826—1832 e 1833—1847 (Rst, I), tav. 408, 705 (S. Reinach, Répertoire de la Statuaire grecque et romaine, I—V, Paris, 1916—1924, I, p. 191);
J. Overbeck, Griechische Kunstmythologie, Leipzig, 1871—1889, Zeus, p. 541;
A. Gotti, Le Gallerie e i Musei di Firenze, Firenze, 1872, p. 314;
H. Dütschke, Antike Bildwerke in Oberitalien, III, Leipzig, 1878, 115;
Michaelis, Jahrbuch des Deutschen Archaeologischen Instituts, Berlin, 1891, p. 236, n. 161;
W. Amelung, Führer durch die Antiken in Florenz, München, 1897, 51;
G. Fiorelli. Documenti inediti per servire alla storia dei Musei italiani, Roma, 1878, IV, p. 381;
K. Robert, 20 Hallische Winckelmannsprogramm, Halle S, p. 31, I, 34, n. 104;
R. Lanciani, Storia degli scavi di Roma, Roma, 1902 e ss, III, p. 117;
W. Klein, Praxiteles, Leipzig, 1898, p. 128, 2;
Ch. Picard, La sculpture antique, I—II, Paris, 1923—1926, p. 100.

Documenti:

1583 (DocIned, cit.) Inventario Capranica-Valle: un ganimede con l’aquila et uno folgore nell’altra mano, grande di naturale, con tutti i suoi membri, solo la testa moderna;

1600 (Inventario di Villa Medici): figura nuda di giovane con aquila, forse Ganimede;

1771, AG, III, 13 (Rapporto del Mengs sulle sculture di Villa Medici): di statue poi ve ne sono assai di buone, come il Ganimede con l’Aquila…

1780 (DocIned, IV, p. 77, n. 3).

Disegni e incisioni: cfr. Michaelis e Robert, citt.; Episcopius 50; Perrier, RGF, Clarac, Mongez-Wicar, cit.


Fot.: Sopraintendenza alle Gallerie, Firenze, 102174.


ELENCO DELLE ABBREVIAZIONE

AG — Archivio della Galleria degli Uffizi.
DocIned — G. Fiorelli. Documenti inediti per servire alla storia dei Musei italiani, Roma, 1878.
Mercurio Errante — P. Rossini, Mercurio Errante delle grandezze di Roma, tanto antiche che moderne, Roma, 1776.
Perrier — F. Perrier, Icones et segmenta, Romae, 1645.
RGF — [G. B. Zannoni] Reale Galleria di Firenze, Serie IV, Firenze, 1840.
Rst — S. Reinach, Répertoire de la Statuaire grecque et romaine, I—V, Paris, 1916—1924.
Ruesch G — Museo Nazionale di Napoli, estratto della Guida, a cura di A. Ruesch, Napoli, s. d.

A. Mansuelli

A statue of surpassing beauty. One of the eagle’s wings is half enfolded round him, and one of his arms is placed round the eagle, and his delicate hand lightly touches the wing; the other holds what I imagine to be a representation of the thunder. These hands and fingers are so delicate and light that it seems as if the spirit of pleasure, of light, life, and beauty, that lives in them, had lifted them and deprived them of the natural weight of the mortal flesh. The roundness and fullness of the flowing perfection of his form is strange and rare. The attitude and form of the legs, and the relation forne to each other by his light and delicate feet, are peculiarly beautiful. The calves of the legs almost touching each other, one foot is placed on the ground a little advanced before the other, which is raised, the knee being a little bent, as those who are slightly, but slightly, fatigued with standing. The face, though innocent and pretty, has no ideal beauty. It expresses inexperience and gentleness and innocent wonder, such as might be imagined in a rude and lovely shepherd-boy and no more.

P. B. Shelley
Credits:
© 2013. Photo: Ilya Shurygin.
© 1958. Text of description (1): Guido A. Mansuelli. Galleria degli Uffizi. Le sculture. Parte I. Istituto Poligrafico dello Stato. Roma, 1958, pp. 142—143, cat. no. 111, ill. 111.
THE GALLERY OF ANCIENT ART
Keywords: white marble statue shepherd Ganymede Ganymed Ganimede Ganymedes and the eagle Ganimede e l’aquila restored by sculptor Benvenuto Cellini Inv No 128
HISTORY OF ANCIENT ROME