Portrait of an unknown woman
Marble. Late Flavian time (last quarter of the 1st cent. CE).
Inv. No. 212.
Venice, National Archaeological Museum Photo by Ilya Shurygin

Portrait of an unknown woman.

Marble. Late Flavian time (last quarter of the 1st cent. CE).
Inv. No. 212.

Venice, National Archaeological Museum
(Museo archeologico nazionale di Venezia)

Origin:
From the Grimani collection, 1587.
Description:
Italiano 34. BUSTO FEMMINILE (inv. n. 212).

Marmo greco: alt. totale m. 0,56; dal mento all’apice del capo m. 0,28.

Sono di restauro: il naso, il collo, le orecchie e il busto. Per il resto, la conservazione si può considerare buona.

Proviene dal legato Grimani del 1586. Si conserva nella sala IX del Museo.

Mentre gli Zanetti hanno voluto identificare in questo busto il ritratto di Domizia, il Dütschke ha creduto di riconoscervi Giulia di Tito, ma i confronti con le effigi sia monetali sia marmoree di queste Auguste rendono ben poco probanti le attribuzioni (per Domizia, cfr. Bernoulli, II, 2, p. 63 ss., Münzt., II, 12—15; Cohen, I, p. 535 ss.; Mattingly-Sydenham, II, pp. 179 s., 182 s., 209, tavv. V, 86, 90, VII, 109; West, II, p. 33 ss.; M. Floriane Squarciapino, in E. A. A., III, 1960, p. 165 s., fig. 199 — Per Giulia, cfr. Bernoulli, op. cit., p. 43 ss., Münzt., II, 5—8; Cohen, I, p. 465 ss.; Mattingly-Sydenham, II, pp. 122, 181, tavv. III, 55, IV, 67, V, 88; West, II, p. 29 ss.; Felletti Maj, Ritratti, p. 86 s., nn. 155—156; Idem, in E. A. A., III, 1960, p. 921 s.).

In vero, siamo di fronte ad un ritratto privato di una dama di epoca flavia, raffigurata in età non più giovanile e con tratti anatomici ben definiti e distintivi, come il volto ovale, ma con le guance leggermente infossate e gli zigomi sporgenti, la bocca larga e con le labbra strette, gli occhi ravvicinati ed aperti, le rughe naso-labiali appena segnate. Il modellato, pur improntato ad uno schietto naturalismo, che si rifa a moduli del I sec. a. C., [p. 53] manifesta una tendenza a vivificare le superfici con un delicato gioco di passaggi, conferendo al volto un’espressione ricca di interiorità, che la pesante acconciatura tende a rendere più intensa.

Un certo parallelo, per il tipo di capigliatura, si può istituire con l’immagine di Domizia (?) al Museo Nazionale di Palermo (Bonacasa, Ritratti, p. 70 s., n. 89, tav. XL, 3—4) e con un busto coevo al Capitolino (Bernoulli, II, 2, p. 50; Arndt-Bruckmann, nn. 727—728; Stuart Jones, Mus. Cap., p. 193, n. 23, tav. 49; Hekler, Bildniskunst, tav. 244), sebbene quest’ultimo presenti più larga la costruzione dei capelli sui temporali e più grosse ed ariose le singole ciocche. Nel busto al Capitolino si avverte inoltre, come nel ritratto veneziano n. 32 e in un ritratto a Leningrado (Apollon, III, 1913, p. 15; Poulsen, Country Houses, p. 65, figg. 39—40), la stessa sensibilità formale del nostro marmo, che si inquadra nella corrente realistica del periodo tardo-flavio, caratterizzata in genere dai contrasti coloristici delle complicate capigliature a strati sovrapposti e dalle vivezze «plastico-pittoriche» dei volti, qualificati da elementi fisionomici individualistici.

Bibl.: Zanetti, I, 16; Valentinelli, p. 30, n. 54; Dütschke, p. 47, n. 118; Pellegrini, n. 112; Anti, p. 120, n. 22; Forlati Tamaro, p. 22, IX, n. 11.

Fot.: Museo, 1532, 1688, 1819; Inst., 58.1460; Alinari, 12885.

Credits:
© 2013. Photo: Ilya Shurygin.
Data: museum annotation.
© 1968. Text of description: Traversari G. Museo Archeologico di Venezia. I ritratti. Poligrafico dello Stato, Roma, 1968. Pp. 52—53, cat. no. 34, ill. 34 a, b.
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History of Ancient Rome