Claudia Octavia (?), Poppaea Sabina (?), Agrippina Minor (?)
Marble.
54—68 CE.
Inv. No. 124129.Rome, Roman National Museum, Palazzo Massimo alle TermePhoto by Sergey Sosnovskiy

Claudia Octavia (?), Poppaea Sabina (?), Agrippina Minor (?).

Marble.
54—68 CE.
Inv. No. 124129.

Rome, Roman National Museum, Palazzo Massimo alle Terme
(Roma, Museo nazionale romano, Palazzo Massimo alle Terme).

Origin:
From the antique market.
Description:

Italiano 178. BUSTO DI PRINCIPESSA (inv. n. 124129)

Marmo a grana grossa di colore grigio; h. cm. 35. Mancano frammenti alla cornice del diadema e due riccioli sopra la tempia destra. Corrosi i lobi degli orecchi, leggermente rovinata la punta del naso. La superficie è macchiata, con evidenti tracce di radici. Il collo è tagliato per essere inserito in una statua.

Dono di Diego von Bergen (1943).

E’ rappresentata una donna, non più giovane, alla quale il diadema semilunato conferisce la dignità di Augusta. I tratti fisionomici, composti classicamente, le danno un’espressione maestosa ed altera. La testa, leggermente sollevata e rivolta verso destra, ha una costruzione quasi triangolare: più ampia è la regione frontale, dominata dalla elaborata acconciatura sovrastata dal diadema. Il volto, dal modellato semplicissimo, è pieno; gli zigomi sono pronunciati, il naso, dalla radice evidenziata, è leggermente arcuato, la bocca è piccola con labbra ben disegnate, il mento è appuntito e un accenno di doppio mento evidenzia l’aspetto florido della donna. Il collo è grande e un po’ sproporzionato. L’acconciatura rigida ed elaborata, dall’aspetto quasi metallico, è quella dell’epoca di Claudio e di Nerone (Fournée van Zwet, Hairdress, p. 20). Al di sopra di una frangia di riccioli piatti che incorniciano la fronte, le bande ai lati della scriminatura centrale sono pettinate in una duplice fila di riccioli più grandi, allineati orizzontalmente ed intervallati da un piccolo spazio. Dietro le orecchie, lasciate scoperte, due boccoli, lunghi e rigidi, cadono diritti. Sulla nuca i capelli arrotolati si raccolgono in un doppio nodo che scende sul collo. Questo tipo di acconciatura è ritenuto dalla Fournée (Fournée van Zwet, op. cit., p. 9) una rielaborazione di quello di Agrippina Maggiore, e compare negli anni 40 sulle monete con l’effigie di Messalina, la quale vi introduce due varianti personali: le orecchie appaiono scoperte e due boccoli cadono rigidi sul collo, come si osserva nella moneta bronzea di Nicea, che porta il nome di Cadius Rufus, proconsole di Bitinia e del Ponto dal 43 al 48 d.C. (Bernoulli, Röm. Ikon., II, 1, tav. XXXIV, n. 15; K. Polaschek, in Studia Archaeologica, 17, 1973, tav. 7,2). Anche nelle monete di Agrippina Minore, datate intorno al 50, compare lo stesso tipo di acconciatura, con la tendenza però ad accentuare la massa di riccioli che iniziano subito a lato della scriminatura centrale (BMC, Emp., I, tav. 37,3, tav. 38,1-5, tav. 32, 24-27). Varie ipotesi sono state avanzate sull’identificazione di questa principessa, evidentemente insignita del titolò di Augusta.

Dopo Livia furono elevate a tale dignità Antonia Minore, Messalina (EAA, IV, s.v. Messalina I, p. 1079 s.: M. Floriani Squarciapino), Agrippina Minore e Poppea (EAA, VI, s.v. Poppea, p. 178: B.M. Felletti Maj). Il Fuchs, per primo, riconobbe nella testa von Bergen un ritratto di Agrippina Minore (S. Fuchs, in Die Antike, XIV, 1938, p. 267, tav. 32), moglie di Claudio e madre di Nerone. Tale identificazione, che trova dubbioso il Pietrangeli (EAA, I, s.v. Agrippina Minore), è stata tuttavia esclusa da altri studiosi che si sono interessati all’iconografia di questa principessa, la cui immagine ci è pervenuta attraverso numerosi ritratti riconosciuti come suoi dai sicuri confronti con le monete (Felletti Maj, Ritratti, n. 110; Helbig, n. 2308: H. von Heintze); in effetti la somiglianza tra questi ritratti e la testa von Bergen è molto vaga e si basa esclusivamente sul tipo di acconciatura (cfr. Fournée, p.287 art. cit., fig. 38: testa di Agrippina Minore al Museo Nazionale di Napoli n. 6242). II Poulsen (in Meddelelser fra Ny Carlsberg Glyptothek, 7, 1950, p. 48) avanza l’ipotesi che si tratti di Ottavia, la figlia di Claudio e Messalina, prima moglie di Nerone, la cui iconografia tuttavia è poco conosciuta e si basa su alcune monete coniate nei primi anni del regno di Nerone (Bernoulli, Rom. Ikon., II, 1, tav. XXXV, n. 17-18; C. Pietrangeli, La famiglia di Augusto, Roma 1938, p. 84). La von Heintze oppone a questa identificazione l’età espressa nella testa von Bergen, che non coincide con quella di Ottavia, la quale, sposatasi giovanissima col fratellastro Nerone, morì secondo Tacito (Tacito, Ann., XIV, 64) a 20 anni, esule nell’isola Pandataria. La studiosa pensa che si tratti, invece, di un ritratto postumo di Messalina, moglie di Claudio e madre di Britannico e Ottavia, insignita del titolo di Augusta nel 41 d.C. e fatta uccidere dal marito nel 48; una replica sarebbe rappresentata da un altro ritratto nel castello Fasanerie presso Fulda, che mostra una Messalina più matura e con espressione più dura rispetto alla testa von Bergen (Heintze, Fasanerie, tav. 42-43-117 a, p. 35 ss.). Questa ipotesi sembra accettabile anche per il confronto con l’effige coniata sulle monete: si nota lo stesso profilo della testa von Bergen, con il mento e il naso pronunciati (Bernoulli, op. cit., tav. XXXIV, n. 13-15). La Felletti, riportando questo ritratto nella corrente classicheggiante neroniana, propone, invece, il nome di Pop-pea Sabina, figlia di T. Olbio. A favore di tale ipotesi è sia l’età rappresentata dal ritratto, in quanto sappiamo che Poppea aveva circa trenta anni quando sposò Nerone nel 62, sia l’attributo del diadema semilunato qui raffigurato, in quanto Poppea fu insignita del titolo di Augusta nel 63 e fu divinizzata dopo che morì uccisa da Nerone (65 d.C.). Tuttavia l’iconografia di questa principessa è incerta, basata su monete coniate in città anche orientali (Bernoulli, Rom. Ikon., tav. XXX, n. 19-20) che non permettono sicuri confronti con il ritratto von Bergen.

Bibliografia: Felletti Maj, Ritratti, n. 131 (cfr. bibl. prec.); Fournée-van Zwet, Hair dress, p. 22, fig. 39; EAA, I, s.v. Agrippina Minore, p. 160 s.: C. Pietrangeli; H. P. Eydoux, Les grandes dames de Varcheologie, Paris 1964, p. 229, fig. 260; EAA, VI, s.v. Poppea, fig. 409, p. 378; B. M. Felletti Maj; J. M. C. Toynbee, The Art of the Romans, London 1965, p. 36, fig. 10; H. von Heintze, Fasanerie, n. 25, p. 35 ss.; Helbig, n. 2308: H. von Heintze; Aurigemma, n. 317, tav. LXVIb.

Neg.: GFN 26411 E.

Virginia Picciotti Giornetti
Credits:
(сс) 2006. Photo: Sergey Sosnovskiy (CC BY-SA 4.0).
Text: museum inscription to the sculpture.
© 1981. Description: Museo Nazionale Romano. Le Sculture. I, 2. De Luca Editore. Roma, 1981, pp. 286—287, cat. no. 178.
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