Relief with the temple of Vesta.

White fine-grained marble (Italic).
Height 0.707 m, width 0.71 m.
Inv. No. 336.

Florence, Gallery of Uffizi

Description:

Italiano 143. — RILIEVO CON IL TEMPIO DI VESTA (n. 336).

Marmo bianco a grana fine (italico); alt. m. 0,707, largh. 0,71.

Il rilievo è ricomposto di due pezzi, i margini della frattura, che taglia diagonalmente l’edificio rappresentato, sono combacianti, meno in corrispondenza dei fusti delle colonne, dove si hanno lacune colmate da tasselli; sono di restauro moderno il fondo dalla parte destra, con la colonna composita, parte dell’epistilio, della colonna e dello zoccolo del tempio, parte della cornice superiore a sinistra del tetto. Il Lanzi (AG, XVI, 1783, 3) accenna esplicitamente ad un restauro del Cavaceppi.

Da Villa Medici il rilievo fu trasportato a Firenze nell’ottobre 1783 (AG, cit.) e collocato nella Sala dell’Ermafrodito; attualmente è collocato nella saletta delle sculture antiche.

Si riconosce comunemente in questo rilievo la raffigurazione del Tempio di Vesta, con gl’intercolunni chiusi da transenne metalliche (Lugli, Roma Antica, Roma 1946, p. 203); resta incerto cosa rappresenti l’architettura di fondo (cfr. Hülsen SKBDosio, T. V. 10), che potrebbe riferirsi al divus Julius (S. Stucchi) (cfr. pure i disegni di G. da Sangallo, Barberini, f. 66 e presso Hülsen, RMitt, VIII, 1893, p. 285 e Destailleur, presso Gaymüller, Mél XI, 1891, p. 136, T. I). Un disegno di B. Peruzzi (NotScavi 1883, t. XIX c) è stato considerato come riproducente il rilievo degli Uffizi, ma esso è decisamente diverso sia perchè manca lo zoccolo articolato, sia perchè le transenne presentano tutt’altra decorazione; l’unico particolare concordante è la porta in prospettiva a sinistra. La data da assegnare a questo rilievo è importante, perchè attraverso di esso risulterebbe documentata una delle fasi costruttive del tempio di Vesta (cfr. Lugli, l. c.). L’Amelung ha proposto l’età traianea, nel qual caso si tratterebbe della ricostruzione di Domiziano. Da rilevare peraltro che il tempio è rappresentato con lo zoccolo articolato, come nell’ultima fase delle ricostruzioni, di età severiana (Lugli, l. c.).

Bibl.: Piranesi, Magnif. di Roma, T. 38, 1; J. J. Winckelmann, Sämmtliche Werke, Donaueschingen, 1825—1829, I, T. XV; Jordan, AZtg, XXIX, p. 65; D. 536; NotScavi, 1883, T. XIX a (Lanciani); Mél., 1891, p. 136; Hübner, RMitt. 1892, p. 284 č 1893, p. 285; Am. 154; RRel., III, p. 45, 3; Hülsen, Forma, p. 161; Ashmole, Ince, n. 304; Lugli, Roma antica, il centro monumentale, Roma 1946, p. 203, fig. 46; Hauser, testo a BrBr, 598.

Documenti: 1670, GR, 779 (Inventario di Villa Medici), 226,9: un tempio di basso rilievo di marmo alto palmi tre in circa;
1783, AG, XVI, 3 (relazione del Lanzi sulle sculture spedite da Roma)… l’uno con la bellissima architettura di un tempiettorestaurato dal Sig. Cavaceppi.

Fot.: Alinari 45942; Brogi 9323.

Credits:
© 1958. Photo, text: Guido A. Mansuelli. GALLERIA DEGLI UFFIZI. LE SCULTURE. Parte I. Istituto Poligrafico dello Stato. Roma, 1958. P. 168, cat. no. 143, ill. 143.
Photo: Brogi.
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HISTORY OF ANCIENT ROME