
The first years of the reign of Claudius.
H. 48 cm. Castelleone di Suasa, Archaeological Civic Museum “A. Casagrande”
Portrait of Augustus.
The first years of the reign of Claudius.
H. 48 cm.
Castelleone di Suasa, Archaeological Civic Museum “A. Casagrande”
(Museo civico archeologico “A. Casagrande”).
Ritratto di Augusto
Da Suasa, domus dei Coiedii (vano AH), anno 1990.
Primi anni del principato di Claudio.
Castelleone di Suasa, Museo Civico Archeologico “A. Casagrande”.
Marmo bianco cristallino a grana media, probabilmente greco-insulare (marmo di Naxos).
Alt. max cm 48; alt. dal mento alla sommità cm 31; largh. max alle tempie cm 26.
(Non in mostra)
Assai ben conservato nella parte posteriore; il viso è privo del naso, di buona parte del labbro superiore e delle ciocche centrali dei capelli ricadenti sulla fronte. Piccole scheggiature sulla fronte, nelle guance e nel mento. Al momento del rinvenimento un’estesa incrostazione calcarea ricopriva la parte sinistra del volto (poi rimossa). Inferiormente il collo è resecato all’attaccatura con le spalle, con andamento circolare, per l’inserimento nel tronco, che era lavorato a parte. Della medesima statua iconica si rinvenne insieme alla testa anche parte della gamba sinistra.
Dal punto di vista tipologico il ritratto rientra nella serie definita “tipo Prima Porta”, ben nota attraverso circa 170 fra repliche e varianti(1). Pur con qualche peculiarità (ad esempio nella disposizione della ciocca “a tenaglia”), lo attestano diversi elementi che caratterizzano il tipo: la forma delle ciocche di capelli sulla fronte, “a tenaglia” sull’occhio destro e “a forcella” in corrispondenza della congiunzione fra occhio sinistro e radice del naso, e le proporzioni del viso, che in questo caso si allineano alla variante più “allungata” presente in un buon numero di repliche. Tenuamente chiaroscurata è la resa dell’incarnato, apprezzabile in particolare nel modellato morbido delle guance, lievemente infossate, a suggerire un’età non più giovanile. Una forte interiorità è data al volto, leggermente reclinato verso la sua destra, dal tipico affossarsi degli occhi e dalla fronte un poco aggrottata, segnata da due brevi rughe ai lati della radice del naso. La parte superiore e quella posteriore sono rese con grande accuratezza: le ciocche dei capelli, ordinate in tre registri sovrapposti al di sotto della “girandola” sulla nuca, alternativamente disposti verso destra e verso sinistra, sono scolpite con volumi assai tenui e con estrema finezza analitica, ciascuna con la sua forma perfettamente compiuta e individualizzata. Importante è osservare che la testa è di circa una volta e mezzo superiore al vero.
Rispetto al più vicino termine di confronto, l’Augusto togato e velato capite di Ancona (scheda n. 13), che è di piena se non tarda età augustea, questo si caratterizza per l’assenza di particolari chiaramente classicistici, là ben presenti, come il taglio netto delle sopracciglia (qui invece molto più sfumate) o le proporzioni del viso, anche se non mancano talune affinità, ben rilevabili ad esempio nel profilo sinistro. Assai affine — soprattutto nella forma delle ciocche sulla fronte, più mosse e chiaroscurate di quanto non si osservi nelle repliche del tipo più vicine al rigido classicismo dell’originale — è il ritratto proveniente da Pietrabbondante e ora in proprietà comune dell’Antikenmuseum/Sammlung Ludwig di Basilea e del J. P. Getty Museum di Malibu, recentemente datato alla media età augustea, ma che potrebbe scendere a mio parere fino all’età tiberiana(2). Ma le affinità maggiori si riscontrano con ritratti postumi di età tiberiano-claudia: quello del Kunsthistorisches Museum di Vienna(3); il busto del Museo Kurashiki di Okayama, Giappone, soprattutto nella parte posteriore(4); la testa proveniente dal mercato antiquario di Roma e ora al Metropolitan Museum di New York(5); infine quella da Urbisaglia nell’Abbazia di Fiastra presso Macerata(6), quest’ultimo di qualità nettamente inferiore (e datato dal Boschung — in genere assai rialzista nelle cronologie — a piena età augustea), ma interessante per la prossimità geografica con Suasa. Questi riferimenti portano a definire una “forchetta” cronologica compresa fra l’età di Tiberio e il 40 circa d. C.: più precisamente mi sembra da preferire una datazione, per l’esecuzione della scultura — certamente a opera di una bottega di elevata qualità, attiva forse nella capitale o in una delle più importanti e vicine città della costa adriatica, — ai primi anni del principato di Claudio.
Una conferma a queste indicazioni viene dal tipo statuario al quale appartenevano i due frammenti rinvenuti, testa e gamba sinistra, perfettamente coerenti per tipo di marmo, lavorazione e dimensioni. Doveva trattarsi di una statua di ca. m 2,50 di altezza, nuda o più probabilmente in seminudità eroica, col mantello ricadente dai fianchi — “Hüftmanteltypus”(7) — gamba destra portante e sinistra flessa e leggermente arretrata, piuttosto comune nelle statue onorarie postume del divus Augustus, particolarmente in età claudia. Lo attesta la caviglia, che non conserva tracce delle calzature tipiche delle statue loricate (quella del loricato è dunque da escludere come tipologia possibile); né ovviamente si può pensare a una statua togata. Dunque sia i caratteri stilistici che l’iconografia prescelta per l’immagine nel suo insieme depongono per una dedica post mortem, che rientri nell’arco temporale sopra indicato.
(1)Kahler H. Die Augustusstatue vom Primaporta. Köln, 1959; Zanker P. Studien zu den Augustus-Porträts, I. Der Actium-Typus // Abhandlungen der Akademie der Wissenschaften zu Göttingen 3 F., Bd. 85. 1978; Schmaltz B. Zum Augustus-Bildnis Typus Primaporta // Mitteilungen des Deutschen Archäologischen Instituts. Römische Abteilung. Bd. 93. 1986. S. 211—
(2)Boschung D. Op. cit. S. 145 f., Nr. 79, Taf. 60.
(3)Schmaltz B. Op. cit. Taf. 84, 1; 87, 2; 90, 2; 95, 1; Boschung D. Op. cit. S. 193, Nr. 206, Taf. 71.
(4)Simon E. Augustus und Antonia Minor in Kurashiki/Japan // Archäologischer Anzeiger. 1982. P. 332—
(5)Vierneisel K., Zanker P. Die Bildnisse des Augustus. Herrscherbild und Politik im kaiserlichen Rom. München, 1978. S. 66 f.; Boschung D. Op. cit. S. 116, Nr. 18, Taf. 23 — con attribuzione al “Tipo di Azio”).
(6)Delplace Ch. Portraits d’Urbisaglia // MEFRA. T. 93. 1981. P. 813—
(7)Maggi S. Augusto e la politica delle immagini: lo Hüftmanteltypus // Rivista dell’Istituto Nazionale d’Archeologia e Storia dell’Arte. Vol. 14. 1990. P. 63—
Cfr.:
De Maria S. Un nuovo ritratto di Augusto da Suasa (Ancona) // Ocnus. Vol. 1. 1993. P. 63—
Boschung D. Op. cit. S. 121, Nr. 27A (attribuzione al“Tipo di Azio” e cronologia alla tarda età di Augusto);
Dall’Aglio P. L. et al. Scavi nella città romana di Suasa. Seconda relazione preliminare (1990—